Chi sono

Daniel J. Quinn

Daniel J. Quinn
un Anglo-becero

Sono nato a Firenze alla fine di Ottobre del 1951 (Astrologicamente parlando, Scorpione con, mi dicono, ascendente Scorpione).

E siccome sono venuto al mondo in Via Petrio Thouar, a pochi passi dal Duomo, mi considero propriamente e orgogliosamente un anglo-becero a tutti gli effetti, visto che mio padre era inglese e mia madre italiana. (Becero è un termine tipicamente fiorentino per definire una persona ignorante, chiassosa e volgare, ma anglo-becero è un complimento affettuoso - lo spirito dei fiorentini!)
Un celebre anglo-becero è stato Lord Harold Acton, che ho avuto il piacere e l'onore di conoscere personalmente.
Quindi sono in buona compagnia!
Mi è stato riferito che a poche ore dalla mia nascita, mio padre mi portò fuori, da solo, in carrozzina: un evento molto insolito per quesi tempi che un padre facesse una cosa simile! Con la sua mentalità 'british' credo che non gliene importasse nulla di ciò che avrebbe mormorato la gente.

La casa che i miei stavano costruendo, sulla Bolognese, non era ancora pronta, così, mentro mio padre si occupava del negozio di pelletteria che i miei avevano in Piazza Santa Croce, mia madre si trasferì con me a Tonfano, in Versilia. È lì che ho passato il mio primo inverno e dove ho trascorso innumerevoli estati negli anni successivi. Sempre allo stesso Bagno: il Nettuno Alba. Fino agli anni '70, quello stabilimento era proprietà della famiglia Landi, di Querceta e lo gestiva l'anziana Signora Lisandra. Per anni, da bambino, l'ho associata alla "Nonna Abelarda" dei giornalini. Il bagnino, Armando, era l'incarnazione del vecchio lupo di mare: pelle segnata dal salmastro, mezzo toscano in bocca, cappellino da marinaio, gli bastava un'occhiata all'orizzonte e ti prevedeva il tempo per tre giorni a venire.

Tex - 1961
un Il mio cane

Poi la casa di Firenze fu completata e lì ho vissuto gran parte della mia vita. In giardino, o nella relativa sicurezza del viale del condominio, giocavo con i miei amici e vicini di casa: Nicola Brechler, Daniele Dal Monte, Gianluca Seravalli e Luca Tassi.
Tempi felici, quando si giocava all'aperto a nascondino o a rincorrersi e il mondo era tutto una grande avventura da scoprire!
Avevo un bellissimo cane, Tex, e un gatto siamese "Smokey". Uno dei miei giochi preferiti era il "Meccano", col quale passavo pomeriggi interi a montare e disfare.

Posso certamente dire di aver vissuto un'infanzia e un'adolescenza serena e felice.

Oggi sono orgoglioso nonno di Vicky, una stupenda e intelligente bambina, e sono in pensione. Quanto c'è stato tra l'infanzia e adesso è riportato in queste pagine. Proprio tutto? No, non sarebbe né possibile, né corretto...
Ma forse basta per dare l'idea...

Buon divertimento!