Il mio Negozio

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Alla fine del'anno 2000, la mia seconda grande "svolta" professionale. Dopo 20 anni di informatica, la decisione di passare a un'attività del tutto diversa: dal computer... ai pennini! La Calligrafia era stata per me, fino a quel momento, un semplice passatempo. Ogni tanto, tiravo fuori dal cassetto i pennini, gli inchiostri e le penne calligrafiche (acquisti fatti a Lodra alla fine degli anni '70) e trascorrevo qualche ora a giocherellare con i vari tipi di scritture. Ccme spesso accade agli inizi, ero attratto dalle antiche scritture 'Gotiche', per poi passare anche ad altri stili. Poi, riponevo tutto nel cassetto e riproendevo le mie 'normali' attività.

Già nel breve intermezzo lavorativo presso l'Istituto Universitario Europeo, mi ero cimentato nello scrivere a mano nomi e indirizzi sulle buste per gli inviti alle varie conferenze. Un piccolo esercizio che, oltre ad essere piaciuto e apprezzato, è forse stato il seme di ciò che sarebbe seguito.

Ero molto indeciso sul mio futuro tra le tante alternative prese in considerazione, c'era perfino quella di acquistare un'edicola di giornalaio. Oppure, una cartoleria - mi avevano sempre affascinato fin da piccolo quei luoghi pieni di pene, di gomme, di quaderni e via dicendo. E infatti, la prima idea fu di aprire una cartoleria. Ma poi la folgorazione: una cartoleria speciale, dove vendere pennini e inchiostri! A Firenze solo qualche negozio di Belle Arti teneva in vendita pennini: una scarsa varietà e principalmente da disegno o, comunque, a punta fine. Quelli a 'punta tronca' non si trovavano.

L'idea era nata, ma ora occorreva passare alla pratica. Con internet, anche se agli albori, la ricerca di fabbriche di pennini fu certamente facilitata e in breve tempo mi misi in contatto con due ditte inglesi e, tramite un distributore, con uno tedesco. Da lì il passo fu breve. Trovai un fondo che, guarda caso, era stato usato per una cartoleria, nella zona di Piazza Savonarola, non lontano da casa mia. Con l'impagabile aiuto della mia compagna, in seguito divenuta mia moglie, e di alcuni veri amici, il minuscolo fondo (pochi metri quadri) venne restaurato e trasformato in un piccolo "antro della scrittura". Avevo già in mente lo stile dell'arredamento: mobili semplici in legno... una specie di piccolo salotto, più una scrivania da usare per scrivere e come banco di vendita.

Cercai di tenere segreto lo scopo del negozio fino a quando tutto non fosse stato pronto per l'apertua: doveva essere una sorpresa! E in effetti, per i primi tempi sorpresa fu, ma non nel senso che avevo sperato io: la gente passava, gettava uno sguargo alla vetrina e... mormorava: "Ma questo è pazzo! Aprire un negozio di pennini nell'era dell'informatica? In pieno 2000?". Questi passanti non spevano che io sentivo tutto, per via di certe fessure tra la vetrina e l'esterno... Ma non mi scoraggiai. Ci vuole pazienza nelle cose e infatti, piano piano, tante di quelle persone sono poi diventate regolari clienti. Non tutti per i pennini. Vendevo anche ottime penne stilografiche.

Nel 2001 pensai che, proponendo dei corsi di Calligrafia, avrei potuto avvicinare una più ampia gamma di clientela. Presi contatto con una bravissima calligrafa di Pistoia, Simona Bartolini, diplomata appunto in Calligrafia presso l'Università di Roehampton, in Inghilterra. Fu subito amicizia e l'inizio di una lunga collaborazione. I corsi ebbero un discreto successo - vuoi per la novità o perché effettivamente c'erano diverse persone incuriosite e interessate. I primi corsi vennero tenuti nei locali del vicino Liceo Cavour, dove tra l'altro mio figlio era alunno. Grazie alla generosità del Direttore, che mi offrì l'uso gratuito di un'aula, una sera a settimana, potei pertire con il progetto. Un notevole aiuto per me. Un altro aiuto, a diffondere le mie iniziative, venne da un giornalista de "La Nazione", Alfredo Scanzani, al quale un amico comune aveva parlato del mio negozio. In concomitanza con il primo corso, uscì una bella foto di me nel 'Diario di Firenze'! E altre ne uscirono in seguito periodicamente: quando annuncia di aver trascritto a mano l'intera Divina Commedia e in occasione di altri corsi.


Il mio primo negozio
Via Valori, 4r
Firenze


Il primo negozio

Eccomi sulla porta del mio primo negozio. Uno spazio minuscolo, che ben preso si riempì di una quantità incredibile di oggetti: penne, pennini, inchiostri, carte di ogni genere, ma anche piccoli oggetti da regalo e anche normali prodotti da cartoleria. Per un certo periodo ho venduto anche un altro genere di oggetti quasi antichi: i regoli calcolatori. Molti oggi non sanno neanche che cosa fossero quella specie di righelli, ma basti dire che nella prime avventure spaziali essi venivano regolarmente impiegati dagli ingegneri per fare anche i più complicati calcoli. Oggi, ovviamente, si adoperano i computer. Più sotto alcune foto di questi misteriosi (si fa per dire) oggetti.

Il secondo negozio
Via Valori, 6r
Firenze


Piccoli negozi crescono

Dopo circa due anni dall'apertura, si liberò un negozio a fianco del mio. C'era una macelleria ed era anche molto più spazioso del mio! Trovai un accordo con i proprietari e mi assicurai questo nuovo ambiente. Siccome era vicino il periodo natalizio, pensai che non fosse il momento per un trasloco, così nella nuova vetrina allestii un enorme presepe e vari addobbi natalizi. Nel nuovo negozio adibii la vecchia cella frigorifera a magazzino delle penne e il retrobottega per il resto della merce.


I pennini

Come già accennato, una buona parte dei pennini che vendevo erano di provenienza britannica, dove sorsero le prime fabbiche di pennini alla fine del '700. Questa minuscola, ma rivoluzionaria, invenzione segnò il passaggio dalla "vecchia" penna d'oca al più durevole e pratico pennino d'acciaio. La produzione, nell'800 salì a cifre impensabili: dalle fabbriche di Birmingham uscivano milioni di pennini ogni mese. Parte della lavorazione avveniva a mano e, nel museo di Birmingham, si possono ancora vedere parte dei macchinari. Ovviamente, le cose sono di nuovo cambiate con l'avvento delle penne a sfera, relegando l'uso dei pennini alla sola comunità dei calligrafi. Oggi queste fabbriche producono solo in minima parte pennini e hanno differenziato le loro produzioni per restare attive. Due delle più rinomate marche di pennini, la "Mitchell" e la "Leonardt", offrono ancora una gamma abbastanza vasta di pennini e di stilografiche e pennarelli calligrafici. Un'altra marca, anch'essa molto apprezzata dai calligrafi di tutto il mondo, è la tedesca "Brause". Infine, c'è l'americana "Speedball". Questi sono alcuni esempi di pennini:

Pennini Copperplate Mitchell

Pennini 'a gomito' per la scrittura del Corsivo Inglese (Mitchell)

Pennini da disegno

Pennini per disegno

Pennini a punta piatta Mitchell

Pennini a punta 'piatta'

Pennini a punta piatta Brause

Pennini a punta piatta Brause

Pennini classici 'a foglia'

Pennini classici 'a foglia'



Le penne

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I regoli calcolatori

Regoli Calcolatori

Paragonare un regolo calcolatore a un computer può sembrare un paradosso, eppure a partire dal XVII secolo, i regoli calcolatori venivano impiegati per i calcoli più complessi fino agli inizi degli anni '70, quando furono disponibili le prime calcolatrici elettroniche tascabili. Anche nei primi voli spaziali, incluso l'atterraggio lunare, gli astronauti si cervivano di un regolo per i calcoli richiesti durante le missioni nello spazio.

Esistevano numerosissime varianti specifiche ai diversi settori, ad esempio: per cemento armato, per elettricità, per commercio.
Quasi tutti si basavano su una scala 'fissa', un righello mobile, e un cursore mobile trasparente che consentiva di allineare con precisione i valori sulle varie scale.

Occorreva certamente una profonda perizia per usare bene un regolo calcolatore. Inoltre, si doveva avere una buona idea degli ordine di grandezza in gioco. Un buon ingegnere non poteva esimersi da avere una profonda familiarità con il regolo calcolatore. Alcuni erano prodotti in una misura comodamente tascabile. Non richiedevano l'uso di pile e, se trattati con cura, duravano una vita intera.

Qui sotto le foto di alcuni dei regoli che avevo in vendita nel mio negozio.

Per Cemento Armato - Fronte

Per Cemento Armato - Fronte


Per Cemento Armato - Retro

Per Cemento Armato - Retro


Mod. 645 - Per il commercio

Mod. 645 - Per il commercio


Mod. 650 - Per calcoli elettrici

Mod. 650 - Per calcoli elettrici


I Clienti

Un rapporto di lavoro durato per molti anni è stato quello con la Salvatore Ferragamo. Innumerevoli volte ho scritto per questa importante presenza nel mondo della moda, nomi e indirizzi sulle buste degli inviti alle loro sfilate ed eventi vari. E' capitato spesso di lavorare nelle splendide sale o negli uffici, per essere a più stretto contatto con i responsabili degli eventi. Specialmente nelle ultime ore c'erano gli immancabili aggiustamenti da portare alle liste degli invitati. Penso di aver scritto, nel lungo arco della collaborazione, una decina di migliaia di indirizzi!